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Unioni civili, anche in provincia di Ragusa si faccia in fretta

unionigay

Dal 29 luglio scorso, data di entrata in vigore del Dpcm 144/2016 (il cosiddetto “decreto ponte”), l’Italia è entrata a far parte a tutti gli effetti di quel gruppo di Paesi evoluti che riconoscono anche alle unioni formate da persone dello stesso sesso il diritto di essere una famiglia. C’è voluto del tempo per arrivarci, molti hanno fatto prima e in alcuni casi anche meglio introducendo un vero e proprio matrimonio egualitario, ma le unioni civili introdotte dalla legge Cirinnà rappresentano comunque un traguardo storico. Si tratta adesso di tradurre tutto in pratica, cosa che molti Comuni italiani hanno già fatto a partire da Reggio Emilia, la città in cui è avvenuta la prima celebrazione il primo di agosto, e da Castel S. Pietro che aveva addirittura anticipato l’entrata in vigore del decreto.

Constatiamo purtroppo che nessuno dei dodici Comuni della provincia di Ragusa sembra essersi attivato in proposito. Sui rispettivi siti web istituzionali le uniche informazioni disponibili riguardano solo i registri delle unioni civili che alcuni di essi hanno istituito prima della nuova legge, e che ormai non hanno alcun valore. Una semplice mail di richiesta di informazioni inviata di recente non ha ottenuto risposta da parte di nessuna amministrazione, unica eccezione una notifica di inoltro all’ufficio competente.

Eppure una celere attuazione delle disposizioni di legge è necessaria oltre che doverosa. Necessaria perché possono esservi dei casi limite non in grado di attendere nemmeno un giorno, come quello di Dario Guarise, 73enne malato terminale che aveva scritto il mese scorso al premier Renzi per chiedere che gli si desse presto la possibilità di essere famiglia insieme al suo compagno, o come l’analogo caso di Margherita, morta subito dopo essersi unita civilmente alla sua compagna in quel di Milano. Doverosa perché la legge 76/2016 è esecutiva dal giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ponte e fino all’entrata in vigore dei decreti definitivi (artt, 10 e 11), quindi la sua mancata applicazione costituisce violazione della stessa legge.

Noi sottoscrittori di questo appello auspichiamo che anche in provincia di Ragusa, come nel resto d’Italia, sia al più presto possibile in ogni Comune costituire unioni civili tra partner omosessuali e chiediamo quindi, alle rispettive amministrazioni, di non perdere ulteriore tempo nell’attuazione pratica di quanto richiesto dalla legge e dal decreto attuativo provvisorio. Ricordiamo altresì che la stessa legge stabilisce (art. 19 e seguenti) che alle unioni civili vadano applicate le stesse disposizioni valide per i matrimoni. Quando si parla di diritti civili non c’è mai tempo da perdere.

Circolo Uaar di Ragusa
Agedo Ragusa
MoVIS Onlus
Associazione Libero Pensiero
Azione Sociale
Associazione Ipazia
Amnesty International Gruppo 228 Ragusa

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